04/07/2015 Pont Valsavarenche (Aosta) - Gran Paradiso m.4061

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Informazioni Sintetiche:

Percorso: Pont Valsavarenche (Aosta) - Rifugio Vittorio Emanuele II - Gran Paradiso

Tempo escursione: 11 ore e 2 minuti

Distanza: 22,02 km

Ascesa: 2140 m.

Discesa: 2131 m.

Quota massima: 4061 m.

Quota minima: 1935 m.

Segnavia: Bolli gialli - traccia - traccia su ghiacciaio

Difficoltà: EEA/F

In questa escursione mi accompagna il mio collega Ennio, che ha già salita la vetta del Gran Paradiso 26 anni fa! Approfittando della finestra di bel tempo arriviamo a Pont Valsavarenche (m.1935) circa alle 12 e 30. Nel parcheggio di Pont contiamo un centinaio di auto, un chiaro segnale che ci fa presagire che il Rifugio Vittorio Emanuele sarà pieno di escursionisti che vogliono raggiungere la vetta! 

Calzati gli scarponi e controllati gli zaini ci incamminiamo alle luce delle frontali verso il rifugio, seguendo un ripido sentiero che si snoda inizialmente tra i larici e lascia poi il posto al tipico paesaggio alpino che si trova abitualmente sopra i 2000 metri di quota. Da poche ore a smesso di piovere e grazie al clima fresco della notte raggiungiamo il Rifugio Vittorio Emanuele II (m.2735) dopo circa un’ora e mezzo di cammino. Ci concediamo una pausa di dieci minuti, giusto per due sorsi d’acqua ed un po’ di frutta e partiamo immediatamente per evitare la ressa che si scatenerà di li a poche ore… Una cordata a tre ci precede, partita poco prima di noi. Un po’ ad intuito seguiamo il percorso che inizialmente risale la morena che porta al ghiacciaio del Gran Paradiso. Lo spettacolo è già mozzafiato. La luna riflette sul ghiaccio creando giochi di luce a dir poco spettacolari! Circa a 3100 m. raggiungiamo il ghiacciaio, dove ci fermiamo a calzare i ramponi. Buttando un’ultimo sguardo verso il Vittorio Emanuele vediamo le luci frontali delle prime cordate che si preparano a partire. Dobbiamo affrettarci! Risaliamo i ripidi pendii (max 45°) seguendo la traccia sulla neve mentre il sole inizia a fare capolino.. Davanti a noi pende un grosso  seracco con i sui crepacci e guardando verso est è già visibile la madonnina presente sulla vetta! Ormai, con l’adrenalina a mille, raggiungiamo la “schiena d’asino” presso la Becca di Moncorve posta circa a 3800 metri di quota. Superiamo l’ultimo pendio che con un semicerchio ci porta sotto la Vedetta del Roc ed alla crepacciata finale, che superiamo mettendoci in sicurezza. Sono gli ultimi metri… Raggiungiamo il tratto finale dove ci aspetta un tratto di misto piuttosto esposto, che ci conduce ad un intaglio lungo una cresta rocciosa che con passaggi di II grado ci porta alla vetta del Gran Paradiso (m.4061). Questo passaggio chiave a dei punti di ancoraggio per fare sicura, ma consente il passaggio di una sola persona alla volta creando così lunghe code. 

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Sono quasi le 7 ed il sole ormai illumina i 4000 che contornano il Gran Paradiso, dove tra tutti spicca il Monte Bianco! La stanchezza lascia ora il posto all’emozione, muovendo in me un qualcosa che non si può descrivere ma solo provare. Salire il mio primo 4000 in notturna, superando quasi 2200 metri di dislivello in sei ore continuate di cammino rende questa escursione un’avventura ancora più bella, regalandomi una soddisfazione grandissima.


Mentre guardo la fila di cordate che sale dal ghiacciaio penso veramente di essermi guadagnato questo Paradiso…!



ViiepoMCa© Angelo Corna 2013