04/09/2016 Giro dei Laghi nella conca del Barbellino

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Informazioni Sintetiche:

Percorso: Valbondione - Rifugio Curò (Lago Artificiale del Barbellino) - Rifugio Barbellino (Lago naturale del Barbelino) - Passo di Caronella - Lago Gelt - Lago di Malgina - Rifugio Curò - Valbondione

Tempo Escursione: 8 ore e 12 minuti

Distanza: 28,20 km

Ascesa: 1739 metri

Discesa: 1717 metri

Quota massima: 2705 metri 

Quota minima: 980 metri 

Segnavia: CAI 305 da Valbondione al Rifugio Curò - CAI 308/324 dal Curò al Rifugio Barbellino - CAI 308 dal Rifugio Barbellino al Passo di Caronella - CAI 310 dal Passo di Caronella al Rifugio Curò - CAI 305 per la discesa dal rifugio a Valbondione

Difficoltà: EE 


Parto in compagnia di Giuseppe dalla frazione Grumetti di Valbondione… Seguiamo il sentiero panoramico CAI 305 fino ad incrociare in prossimità di un grosso masso il sentiero della “direttissima” che sale al Rifugio Curò. Imbocchiamo quest’ultimo, che permette di guadagnare velocemente quota e che in circa mezz’ora di ripida salita ci porta in prossimità dell’Ostello al Curò e del rifugio omonimo, posto a metri 1895. Una breve pausa per qualche foto al Lago Artificiale del Barbellino e ripartiamo sul segnavia CAI 308/324… Il sentiero, che in parte è una vecchia mulattiera militare, sale con lieve pendenza costeggiando il giovane fiume Serio che trova la sua vita proprio pochi km più a monte. Tralasciando il bivio per la Val Cerviera (ed i monti Recastello, Tre Confini e Gleno) raggiungiamo il Lago Naturale del Barbellino ed il suo rifugio (m.2150 circa). A fare da sfondo al bellissimo Lago Naturale troviamo le severe cime del Monte Torena e del Pizzo Strinato. 

3 - Lago Naturale del Barbellino

Guadagnato anche questo lago proseguiamo seguendo la sua sponda orografica sinistra fino ad incrociare il segnavia CAI 308 con indicazione il Passo di Marogella. Iniziamo la salita che con pendenza costante ci porta al Bivacco A.E.S (m.2605), ex polveriera militare risalente alla Grande Guerra e restaurata a bivacco dal Gruppo Amici Escursionisti di Sforzatica. Con un’ultimo sforzo raggiungiamo anche il soprastante Passo di Caronella (m.2615) dove troviamo il Rifugio A.E.S., purtroppo chiuso ma dotato di un piccolo locale invernale sempre aperto. Qua possiamo anche ammirare il terzo lago della giornata, o almeno quello che ne resta! Davanti al rifugio si trova il Lago della Cima, ormai ridotto a poco più di una pozza d’acqua e che fino a qualche anno fa godeva del titolo di lago più alto delle Orobie. Questo titolo, viste le dimensioni a qui si è ridotto negli ultimi anni, spetta adesso al Lago Gelt. Ora non ci resta che risalire il ripido costone alla nostra sinistra, zigzagando tra ripide ed affilate roccette, fino all’intaglio posto a metri 2730. Il panorama si apre adesso sul Lago Gelt, una vera perla Orobica di origine glaciale incastonata tra la rocce e che vista da questa angolazione ricorda per la sua forma un “cuore”! Lo scenario e l’ambiente sono tra i più belli delle Orobie e restiamo a contemplare il lago ed il Pizzo del Diavolo che fa capolino tra le nuvole, regalandoci giochi di luce e colori bellissimi…

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Scendiamo poi in direzione del lago, seguendo un ripido sentiero tra sfasciumi tipici orobici, fino raggiungere le sue sponde dove ci concediamo una breve pausa. Recuperate le energie scendiamo ulteriormente in direzione del Lago di Malgina (m.2339) anch’esso di origine naturale e che prende il suo nome dal Pizzo del Diavolo di Malgina, vetta posta sopra di lui. In circa un’ora, per chi volesse, è possibile visitare anche il Lago Alto (m.2520) posto sulla via normale che sale al Pizzo del Diavolo. Noi dopo cinque ore di cammino preferiamo scendere sul segnavia CAI 310 che ci riporta poco distanti dal Rifugio Barbellino. Il percorso ora diventa comune all’andata e ci riporta in circa un’ora al Rifugio Curò (dove ci attende una meritata birra) ed a Valbondione, punto di partenza di questa bellissima gita!

Una bellisima escursione con uno sviluppo di circa 28 km e 1700 metri di dislivello positivo…







 

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