12/06/2016 Traversata Monte Venerocolo e Monte Demignone

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Informazioni Sintetiche:

Percorso: Ronco (chalet del Vò) - Laghi di Venerocolo - Passo di Sellerino - Monte Venerocolo - Passo di Sellerino - Passo del Venerocolo - Passo di Demignone - Monte Demignone - Passo del Vò - Passo di Venano e Rifugio Tagliaferri - Ronco 

Tempo Escursione: 9 ore e 25 minuti

Distanza: 27,93 km

Ascesa: 1976 metri

Discesa: 1974 metri

Quota massima: 2600 metri

Quota minima: 1146 metri

Segnavia: CAI 414 da Ronco al Passo del Venerocolo - Tracce per il Passo di Sellerino e la vetta del Monte Venerocolo - Sentiero naturalistico Antonio Curò dal Passo di Venerocolo al Rifugio Tagliaferri (con deviazione su tracce per la vetta del Monte Demignone) - CAI 413 per la discesa dal Tagliaferri a Ronco 

Difficoltà: EE - Qualche tratto AF


Oggi siamo in cinque...! Parto in compagnia di Ennio, Orietta, Alberto e Giuseppe da Ronco, in prossimità dello Chalet del Vò. Parcheggiata l’auto c'incamminiamo sul segnavia CAI 414 con indicazione i Laghi di Venerocolo. Proseguiamo nel bosco costeggiando il torrente sottostante lungo la bellissima Valle del Venerocolino ed abbandonata la carrareccia continuiamo sulla mulattiera militare (prima guerra mondiale). Compiendo dei zig zag e costeggiando rivoli d’acqua e cascatelle arriviamo al primo dei laghetti di Venerocolo, posto a metri 2270. Alle nostre spalle spicca la Presolana ed il Pizzo Camino. Dopo una breve “ pausa fotografica” ripartiamo sul sentiero fino al secondo lago (m.2293), che troviamo ancora ghiacciato! Abbandoniamo ora il sentiero 414 e seguendo le tracce alle nostra destra superiamo con attenzione due nevai fino ad arrivare al Passo di Sellerino  che divide il monte omonimo dal monte Venerocolo.  Attacchiamo ora la facile cresta posta alla nostra sinistra e segnata con omini di pietra, ed aiutandoci in alcuni tratti con le mani guadagniamo la vetta del Monte Venerocolo o Tre Confini (chiamato così perché punto di confine tra Bergamo, Brescia e Sondrio). Sulla sua vetta, a metri 2590, è posta una piccola croce. Il panorama spazia ora su Valtellina e Valcamonica, sotto di noi sono invece visibili i Laghetti di San Carlo (m.2294), anch’essi di origine glaciale.

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Per la discesa effettuiamo il percorso a ritroso fino al terzo lago di Venerocolo (m.2305), il più piccolo ma anche il più alto, dove continuiamo fino al passo omonimo. Qua abbandoniamo il segnavia CAI 414 che conduce al Passo del Vivione e prendiamo il “Sentiero Naturalistico Antonio Curò". Inizia qua il tratto più bello dell’intera traversata che ci condurrà al Rifugio Tagliaferri... 

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Proseguiamo obliquamente lungo le pareti del monte Venerocolino, a tratti su neve ormai smollata, fino al primo tratto attrezzato con catene di sicurezza. Il sentiero prosegue scendendo da due speroni rocciosi, dove aiutandoci con le catene di sicurezza ed i pioli metallici superiamo un tratto delicato ancora coperto di neve. Raggiungiamo così in costante salita il Passo di Demignone (m.2485). Decidiamo per un extra-percorso ed abbandonato il sentiero naturalistico saliamo per tracce e roccette anche la seconda vetta della giornata… La vicina cima di Demignone (m.2586). Dalla vetta scendiamo poi nella direzione opposta, andando ad intercettare il nostro sentiero che prosegue in salita con altri tratti attrezzati con catene e funi metalliche. Lasciamo cosi alle nostre spalle la Valle del Venerocolino e ci affacciamo sulla splendida Valle del Vò. Continuiamo gustando il panorama sul Pizzo Tornello, che svetta con la sua forma aguzza proprio di fronte di noi… Il sentiero prosegue fino ad un ponticello sospeso ed al punto più alto del sentiero naturalistico (m.2500 circa). Ora non ci resta che scendere ancora, con catena alla mano, fino al Passo del Vò (m.2368), dove non possiamo che restare ad ammirare il bellissimo Lago di Belviso! Ancora una mezz’ora di cammino ed eccoci arrivati all’ultimo “Passo” della giornata… Il Passo di Venano che a metri 2328 ospita il Rifugio Nani Tagliaferri, il più alto delle Orobie. Spiccano davanti a noi il Monte Gleno, la Cima di Trobe ed il Pizzo Strinato, con i loro 2800 e rotti metri… Finalmente, dopo più di sei ore di cammino, una pausa è d’obbligo! 

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Recuperate le energie non ci resta che intraprendere la lunga discesa, inizialmente dal sentiero invernale poi dal segnavia CAI 413, che attraversando la Valle del Vò, verde e ricchissima d’acqua, ci porta in prossimità di alcune Baite e deviando poi a sinistra scende fino ad attraversare il torrente. Oltrepassato un ponticello di legno deviamo ancora a sinistra e ci fermiamo alcuni minuti ad ammirare le bellissime cascate del Vò, dopodiché scendiamo a Ronco ed al sentiero comune all’andata. 


Una vera “cavalcata” di nove ore, con 28 km percorsi e 2000 metri di dislivello effettuati… Ogni sforzo viene comunque ripagato dagli scenari magnifici che questo percorso può regalare. Dagli incontri con stambecchi e camosci, ai bellissimi Laghi di Venerocolo di origine glaciale e spesso dimenticati, al percorso attrezzato “Antonio Curò” fino al Rifugio Nani Tagliaferri dove le Orobie mostrano il loro lato più selvaggio. L’escursione, per i meno allenati, può essere divisa anche in due tappe sostando al Rifugio Tagliaferri oppure accorciata per chi non volesse salire il Monte Venerocolo ed il Monte Demignone…









 

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