07-08/09/2016 Adamello - Via Terzulli

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Informazioni Sintetiche:

Percorso: Ponte del Guat - Rifugio Gnutti - Pantano del Miller - Passo dell’Adamello - Monte Adamello

Tempo Escursione: Circa 12 ore

Distanza: 24,39 km

Ascesa: 2045 metri

Discesa: 2033 metri

Quota massima: 3539 metri

Quota minima: 1529 metri

Segnavia: CAI 23 - Via Attrezzata Terzulli - Ghiacciaio e traccia per la Vetta del Monte Adamello

Difficoltà: EEA/PD Passaggi di II° grado sulla Via Terzulli 

L’Adamello è la montagna più bella ed affascinante della Val Camonica. La salita dal Ponte del Guat è sicuramente molto faticosa, ma permette di compiere un’escursione a dir poco fantastica e permette agli alpinisti che la percorrono di godere di un’ambiente bellissimo, che passa dal classico sentiero di montagna, alla salita sugli sfasciumi morenici nella Val Miller, alla via attrezzata Terzulli, fino al ghiacciaio del Pian di Neve… A mio avviso non manca nulla per rendere questa ascensione una delle più belle delle nostre Alpi. Ma andiamo con ordine…

In questa avventura sono in compagnia di Giuseppe e Giusi. Partiamo dalla Val Malga, più precisamente da Ponte del Guat (Malonno BS) circa alle 16. Posteggiata l’auto nell’ampio parcheggio iniziamo a risalire sull’ampia carrareccia che conduce alla Malga Premassone (m.1585) dove è anche presente un parcheggio a pagamento. Abbandonata la carrareccia continuiamo su sentiero n.23, sempre ben segnalato, che ci porta in circa mezz’ora alle “Scale del Miller”, ripidi scalini a tratti ricavati nella roccia. Superate le “scale” (che permettono, vista la ripidezza, di guadagnare un metro a passo) lo scenario si apre sulla Val Miller e sulle montagne che ne fanno da coronamento. Ancora un’ultimo sforzo ed eccoci arrivare al Rifugio Serafino Gnutti (m.2175) poco dopo le 18 e giusto in tempo per la cena. Qualche foto al tramonto, un paio di chiacchiere con il rifugista ed i clienti presenti ed alle 22 tutti a nanna… Per l’Adamello si parte prima dell’alba!

Panorama

La sveglia è alla 4,30 ma non ci coglie impreparati. La tensione e la voglia di salire non permettono di dormire comodamente come a casa, ma ci permettono comunque di riposare. Una rapida colazione e dopo meno di un’ora siamo sul sentiero, muniti di lampada frontale e carichi di tutto punto. La prima tappa della giornata è il “pantano del miller” cosi chiamato per i numerosi corsi d’acqua che lo percorrono. Superato il pantano inizia a fare capolino l’alba, avvolta dalla nebbia bassa che nasconde le montagne attorno a noi. Sperando in un miglioramento seguiamo i bolli bianco-rossi e gli omini di pietre che ci conducono in un’ambiente molto più severo e roccioso. Salendo buchiamo le nuvole e la nebbia circostante, vedendo finalmente quello che ci circonda… Il Corno Miller svetta imponente sopra di noi. Alternando tratti su granito a tratti su sfasciumi arriviamo all’attacco della Via Terzulli (m.2900 circa). Ci concediamo una pausa per indossare casco ed imbrago ed iniziamo l’ascesa lungo la via attrezzata, dove sono presenti fittoni e catene per i passaggi più impegnativi (max II° grado). La via non può essere definita ferrata in quanto la catena non è sempre presente ma la troviamo solo nei punti più esposti e difficili. Negli ultimi 50 metri è presente anche una variante di IV° grado, per chi naturalmente se la sente! La Via sbuca al Passo dell’Adamello (m.3249) direttamente sul ghiacciaio del Pian di Neve, il più grande d’Italia. Alla nostra destra il Corno Miller, alla nostra sinistra spicca invece il Rè indiscusso della zona. Il monte Adamello! In cielo non c’è una nuvola ed il panorama è fantastico…

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Continuiamo restando bassi al limitare del ghiacciaio, seguendo le traccia di chi ci ha preceduto, e fiancheggiando la cima Ugolini (dove è presente il Bivacco omonimo) raggiungiamo la cresta Ovest della nostra montagna… Ora ci aspettano gli ultimi 250 metri di dislivello che si svolgono a tratti lungo la cresta o restando leggermente più bassi, passando su enormi blocchi di granito segnati qua e la da omini di pietre. La stanchezza e l’altitudine iniziano a farsi sentire e con molta calma ed attenzione, passo dopo passo, raggiungiamo la tanto desiderata vetta che inizia a fare capolino solo negli ultimi metri…! E’ circa mezzogiorno quando ci stringiamo le mani sulla sua cima, posta a metri 3539, dove tra felicità è stupore ci fermiamo ad ammirare uno dei panorami più belli che le nostre montagne possono offrirci. Restiamo una mezz’ora a godere di questo spettacolo, cercando di indovinare le montagne circostanti, volgendo lo sguardo alle nostre amate Orobie, cosi piccole e cosi lontane! Sotto di noi il ghiacciaio del Pian di Neve si perde a vista d’occhio… Una distesa di neve e ghiaccio che ci lascia a bocca aperta, un’angolo di paradiso incastonato tra montagne e corni. Scattiamo più fotografie possibili, anche se penso che questa giornata resterà indelebile nei nostri ricordi. 

La voglia di scendere è sempre poca, sopratutto dopo avere conquistato una cima di tutto rispetto come l’Adamello, ma sappiamo benissimo che l’avventura non è ancora finita… Ci attende un lungo rientro per la stessa via di salita che ci terra impegnati fino alle 17, dove ci concediamo una pausa (ed un tagliere di salumi e formaggi) al Rifugio Gnutti. Al Ponte del Guat arriveremo circa alle 20, stanchi ma felici per la bellissima giornata sulla montagna più bella della Val Camonica.

Un ringraziamento a Giusi e Giuseppe per la bellissima compagnia, ed uno all’Adamello… Che si è lasciato conquistare in una giornata a dir poco eccezionale! 







 

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