La leggenda della Baita del Diavolo - Ornica


Un giorno di molti anni fa, due pastorelli di Ornica decisero di portare il loro gregge a pascolare in Val d’Inferno. Giunti sul posto, gli animali si misero placidamente a brucare e i due bambini iniziarono a giocare tra loro. Non si accorsero, così, che le pecore avevano risalito il pendio, alla ricerca di erba più verde e fresca.

Quando videro che il giorno iniziava a declinare, accortisi del fatto, furono costretti a salire sulla montagna, avvicinandosi sempre più alla sfinge, un’imponente roccia dalle inquietanti sembianza umane, che dominava dall’alto la valle.

La strada si faceva lunga, ma alla fine riuscirono ad avvistare la macchia del gregge. La paura era passata, il gregge era lì e non avrebbero dovuto continuare le ricerche, ora che il tramonto si avvicinava, e sentire le strilla dei genitori. Ripreso il fiato, corsero verso le pecore, per radunarle e scendere a valle. Ma da lontano una stringa di fumo indicava che qualcuno aveva acceso un fuoco nella vicina baita diroccata.

La curiosità li vinse e decisero di vedere chi fossero i viandanti fermatisi alla vacchia baita. Forse stavano cuocendo della polenta, e un piattino non glielo avrebbero rifiutato. Si diressero verso la baita, pregustando il caldo piatto. Prima di bussare, sbirciarono da un piccola finestrella, dietro un’inferriata.

La fame li abbandonò immediatamente, lasciandoli in balia di una forte paura. Un vecchietto raggrinzito, calvo e dalla lunga barba rimestava un paiolo sul fuoco del camino. Sul volto aveva un ghigno malefico mentre mescolava con un bastone nodoso delle monete d’oro! Non era polenta quella che stava cuocendo! A un tratto si girò per prendere delle piccole bacchette di ferro, pronte per essere trasformate in chiodi. Le fece a pezzetti e le mischiò alle monete. Non si trattava di un vecchietto qualunque, al posto dei piedi aveva due orrendi zoccoli: era il diavolo in persona!

I bambini, terrorizzati, si gettarono a capofitto giù, giù per il dirupo fino ad arrivare al paese. Lì raccontarono agli abitanti quanto avevano visto e i più coraggiosi decisero di tornare su, in baita, per vedere che stva succedendo. Ma quando giunsero alla vecchia casa non c’era più nessuno. Si vedeva che il fuoco era appena stato spento e ovunque c’erano segni che testimoniavano a favore della storia dei pastorelli. Fu così che la vecchia struttura diroccata venne soprannominata la baita del Diavolo.   

ViiepoMCa© Angelo Corna 2013